TRIESTE – La Blue economy in Friuli Venezia Giulia vale il doppio dI quella nazionale: produce 3,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’8,4% dell’economia regionale, mentre la media nazionale vale il 4%.
A spiegarlo l’aggiornamento del report del Centro studi della Camera di commercio Pordenone-Udine, che prende le mosse dal 13/o Rapporto nazionale sull’Economia del mare di Unioncamere. Il Fvg è la terza regione italiana per incidenza del valore aggiunto, dopo Liguria e Sardegna.
Nel 2023, due anni fa, il valore aggiunto si era distribuito come segue: Trieste 2,2 miliardi (64%), Udine 588,4 milioni (17,4%), Gorizia 551 milioni (16,3%), Pordenone 80,6 milioni (2,4%). Crescita regionale +20,7% sul 2022 (Italia +15,9%). Rispetto al 2022 la crescita della blu economy regionale era stata del 20,7%, contro il +15,9% della media nazionale italiana.
Le imprese del “mare” sono il 4,2% del totale regionale: nel 2024 erano 4.113 (Trieste 1.910; Udine 1.277; Gorizia 803; Pordenone 122), complessivamente pari al +2% annuo. Gli occupati nel 2023 sono 29.969 (+5%), pari al 5,6% del totale regionale (Italia 4,2%) e sono così divisi nelle 4 province: 7.501 a Udine, 6.565 a Gorizia, 14.927 a Trieste e 974 a Pordenone. Rispetto all’anno precedente gli occupati sono aumentati del 5% in FVG (+1.439 occupati), contro un aumento medio italiano del 7,7%. Le imprese femminili sono il 19,5%, le giovanili il 6,2%; alta l’incidenza di imprese straniere (16,3% contro 7,7% Italia) e artigiane (9,6% contro 5,6%). Su tutto il territorio italiano nel 2024 risultano registrate 232.841 imprese dell’economia del mare.
«Questi dati confermano la centralità dell’economia del mare per il nostro territorio – commenta il presidente camerale Giovanni Da Pozzo – , grandi porti e cantieristica d’eccellenza, sì, ma anche una fitta rete di piccole e micro imprese. È un sistema che alimenta sviluppo, occupazione e proiezione internazionale del Fvg».
Secondo il report, il Fvg detiene anche il primato nazionale per dotazione infrastrutturale, con 164,5 posti barca per km di litorale (media italiana 21), 15.462 posti barca totali e 3.486 unità da diporto iscritte. Il cluster nautico conta 518 sedi al 31.12.2024 (+3%). L’export di navi e imbarcazioni nel 2024 raggiunge 2,89 miliardi (+46,9%), per un saldo di oltre 2,7 miliardi; i principali mercati sono Stati Uniti (34,1%), Svizzera (32,6%) e Regno Unito (22,6%).
In Friuli Venezia Giulia il valore aggiunto dell’economia del mare è dato da diversi comparti, la maggior parte (44,2%) deriva dalla movimentazione di merci e passeggeri e dalla cantieristica (22,8%), seguono l’alloggio e la ristorazione (15,4%), le attività di ricerca e tutela ambientale (14,1%), la filiera ittica (1,9%) e le attività sportive e ricreative (1,5%). Non risulta invece un contributo in termini di v.a. da parte del comparto dell’industria delle estrazioni marine. A livello territoriale, nella provincia di Trieste quasi due terzi del valore aggiunto (61,7%) deriva dalla movimentazione di merci e passeggeri via mare, a Gorizia il 58,1% del valore aggiunto deriva dalla filiera della cantieristica e a Pordenone -sempre in questo comparto -il 42,8%, mentre nella provincia di Udine il 33,7% del totale è generato dai servizi di alloggio e ristorazione.
La distribuzione territoriale delle imprese blu riflette, inevitabilmente, spiega il report, la connessione dei territori con l’elemento marino. In Friuli Venezia Giulia nell’anno 2024 le imprese dell’economia del mare incidono per il 4,2% del totale delle imprese della regione, contro una media italiana del 4%. Il Friuli Venezia Giulia è comunque l’unica regione del Nord-Est con un peso di imprese dell’economia del mare sul totale superiore alla media nazionale.
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