«I dazi al 30% sono un danno enorme per l’Europa e per gli Stati Uniti: perché l’alleanza tra Europa e Stati Uniti – non soltanto politica ma anche commerciale – ha garantito una ricchezza importante a entrambe le parti.» Quindi «dobbiamo continuare a negoziare con l’amministrazione americana in modo responsabile e senza reazioni isteriche, cercando ovviamente di tutelare le nostre produzioni.»
Il presidente Massimiliano Fedriga invita a proseguire il negoziato per evitare una guerra commerciale che, a suo dire, farebbe male anche agli Stati Uniti.
Le sue parole a due giorni dalla lettera in cui Donald Trump ha annunciato il 30% di dazi per l’Unione Europea a partire dal primo agosto, salvo nuovi accordi.
La segretaria del Partito Democratico regionale, Caterina Conti, auspica la preparazione da parte della Regione di misure a sostegno delle imprese più colpite dai dazi. Le aziende e le categorie economiche, intanto, fanno i conti.
Confindustria Udine calcola che gli Stati Uniti sono il secondo mercato di riferimento della provincia di Udine con oltre 328 milioni di valore. Rappresenta il 9% delle esportazioni provinciali. Quasi la metà delle vendite del Friuli centrale negli Stati Uniti è costituito dai macchinari. Seguono i mobili, i prodotti in metallo, le apparecchiature elettriche e la metallurgia, già peraltro toccata da dazi al 50%.
Le bevande, e in particolare il vino, valgono 18 milioni, ma l’export verso gli Stati Uniti costituisce addirittura un quarto della totalità delle bottiglie commercializzate all’estero. Un mercato a cui è difficile rinunciare, insomma. Rispetto delle prime minacce di dazi in aprile, il dollaro è più debole. Ciò rende si per sé più care le vendite negli Stati Uniti, al netto del 10% di dazi attualmente in vigore. «Confido che il buon senso prevarrà», afferma Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine a proposito di un possibili accordo.
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